È stata un’esperienza davvero incredibile. In un salotto parigino si sono riunite più di cento donne. Senza liste di invitate, senza complicate procedure di registrazione, senza un programma formale: sono venute semplicemente per conoscersi, chiacchierare e trovare persone affini. Era la prima volta che partecipavo a un incontro del genere. La serata si è svolta nella casa e nello showroom di Heather Brand, designer e fondatrice del marchio Shloaka. Quella serata di settembre ha segnato il sedicesimo incontro mensile della comunità femminile Women Together a Parigi. L’iniziativa è nata nel marzo 2025 come risposta al naturale bisogno di socializzazione e di nuove conoscenze. Ogni mese le organizzatrici scelgono una nuova sede. Spesso si tratta di un’attività locale, di uno studio o di uno spazio creativo privato. Gli incontri sono aperti a tutte le donne che vivono a Parigi. Le partecipanti arrivano senza invito né registrazione preventiva, restano per tutta la serata o fanno solo una breve visita. Ancora oggi mi vengono i brividi al pensiero di una comunità così solidale.
Il programma principale qui sono le conversazioni. L’obiettivo è conoscersi, sentirsi parte della città e tornare a casa con nuovi contatti, idee e, magari, nuove amiche.
Per l’incontro di rentrée, Heather ha aperto la sua casa e lo showroom Shloaka. L’atmosfera casalinga ha creato un’intimità speciale.
Su Instagram Heather si definisce «Adornment Shaman», ovvero una sciamana dell’ornamento o una guida nell’arte dell’abbigliamento. Considera l’abbigliamento come un modo per esprimere il carattere, la forza interiore e l’immagine individuale di una persona.
Heather racconta di aver cercato per molti anni un guardaroba in grado di esprimere i suoi ruoli interiori: regina, sacerdotessa, custode della saggezza, viaggiatrice. Da questa ricerca è nata Shloaka — una collezione di capi espressivi, realizzati con tessuti rari trovati durante i suoi viaggi.
Nella filosofia del marchio, l’abbigliamento assume un significato rituale. Aiuta la persona a trovare il proprio posto, a percepire la propria presenza e a concedersi il lusso di apparire in modo brillante.
Heather si rivolge innanzitutto alle donne che per anni hanno avvertito una distanza tra sé stesse e la moda tradizionale. Altezza, forme generose, età, aspetto non convenzionale e stile individuale diventano qui fonti di espressività.
In una delle sue pubblicazioni, Heather definisce il proprio obiettivo come l’aiutare le donne a ritrovare se stesse attraverso l’abbigliamento. Il momento in cui una persona vede nel specchio la propria immagine — libera dalla pressione delle tendenze e dalle aspettative altrui — diventa il valore centrale di Shloaka.
Shloaka si descrive come un marchio di «sacred adornment», ovvero di abbigliamento sacro. Questa idea è espressa dalla frase: «Un ornamento per esseri divini, che rivela la loro vera luce».
Il linguaggio visivo del marchio si basa sulla stratificazione. Kimono ampi, ricami, metalli, tessuti complessi, grandi ornamenti, copricapi e motivi ricchi formano un’immagine coerente, quasi cerimoniale.
Sul sito di Shloaka i kimono sono presentati come capi realizzati a partire da sari tessuti a mano. Il marchio produce pezzi unici e serie artigianali in edizione limitata. Heather racconta della ricerca di tessuti pregiati in diverse parti del mondo e del desiderio di preservare nella collezione il senso del viaggio, del lavoro manuale e della memoria culturale.
Nella comunicazione di Shloaka ricorrono i concetti di «slow luxury», «artisanal luxury» e «fashion as ritual» — lusso lento, valore artigianale e moda come rituale. Queste definizioni si fondono in un modello coerente: il capo viene scelto per instaurare un dialogo personale duraturo, un legame emotivo e la possibilità di creare look diversi.
Shloaka è stata presentata nei Bvlgari Resorts. Sul sito, nella sezione “Collection Viewing”, si trovano anche riferimenti al Bvlgari Resort Dubai e al Bvlgari Resort Bali. L’ambiente visivo stesso dei resort rispecchia il carattere di Shloaka: decoratività, viaggio, sensualità e atmosfera cerimoniale.
L’incontro “Women Together” avrebbe potuto svolgersi in un bar, in una galleria o in uno studio. La casa e lo showroom di Heather gli hanno conferito un significato aggiuntivo.
Shloaka parla di espressione di sé. “Women Together” crea un ambiente in cui ogni persona ha l’opportunità di esprimersi davanti agli altri.
Shloaka propone capi vivaci. L’incontro offre uno spazio in cui la vivacità viene percepita come un modo naturale di comunicare.
Shloaka si rivolge alle donne al di là dei rigidi canoni di età e aspetto fisico. La comunità riunisce donne con esperienze, professioni, culture e periodi di permanenza a Parigi diversi.
Quella sera, l’abbigliamento è diventato spunto di conversazione. Un look espressivo aiutava a fare il primo passo, a porre una domanda, ad avvicinarsi a una persona sconosciuta. Così lo stile personale si trasformava in un linguaggio sociale.
Dopo l’evento, Heather ha pubblicato un Reel in cui ha ammesso: quella mattina si era resa conto di aver perso l’occasione di comunicare alle ospiti uno dei suoi pensieri principali.
La sua idea suona estremamente semplice: è noi stessi a creare la nostra comunità.
Secondo Heather, questo processo inizia con la disponibilità a farsi riconoscere: indossare un capo che sembra troppo appariscente, mostrare la versione più insolita di sé, permettere a chi ci circonda di vedere la propria individualità.
Le persone con una simile libertà interiore si riconoscono a vicenda attraverso segni visibili. Attraverso l’abbigliamento, i gesti, i colori, gli accessori, il modo di parlare e la disponibilità a occupare spazio. Una persona ne riconosce un’altra — e così, gradualmente, nasce una comunità.
Questo pensiero descrive perfettamente ciò che è accaduto a casa di Heather. Più di cento donne sono arrivate lì singolarmente, ma all’interno si sono creati moltissimi nuovi legami. Qualcuna ha incontrato conoscenti, qualcuna si è trovata per la prima volta a un evento del genere, qualcuna è venuta da sola. Ciò che le accomunava era il desiderio di andare incontro alle altre.
La moda contemporanea parla spesso di individualità, consapevolezza e diversità. Shloaka traduce questi concetti in un’esperienza emotiva.
Qui l’abbigliamento svolge diverse funzioni contemporaneamente: protegge, rivela, abbellisce e aiuta la persona a segnare la propria presenza, diventando un invito visivo alla conversazione.
Proprio per questo la storia di Heather Brand va oltre i confini di una singola collezione. Il suo marchio racconta del diritto di ogni persona di occupare il proprio spazio, di scegliere come esprimersi e di creare attorno a sé una cerchia di persone affini.
La serata parigina di Women Together ha mostrato questa filosofia in azione. La casa è diventata uno spazio pubblico. Lo showroom si è trasformato in un luogo di incontro. L’abbigliamento è diventato parte del dialogo tra donne.
Forse è proprio questo il significato contemporaneo dello stile personale: rendere visibile il proprio mondo interiore, affinché le persone giuste possano riconoscerti.